Caso

Dalla precisione ottica a quella digitale: il progresso nella chirurgia retinica con il microscopio ARTEVO 850

19 agosto 2025 · 10 MIN LETTURA
Un uomo con capelli scuri e barba, che indossa una giacca scura, una camicia bianca e una cravatta rossa, sorride davanti a uno sfondo grigio uniforme.
AUTORE Rodolfo Mastropasqua MD, PhD, FEBO è Professore Ordinario di Oftalmologia presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, Italia, e Direttore del Dipartimento di Riabilitazione Visiva Chirurgica, ASL Lanciano-Vasto-Chieti, Italia.

Nell’ultimo decennio i microscopi operatori hanno subito cambiamenti significativi, passando dall’ottica convenzionale a piattaforme digitali che ridefiniscono i confini della visualizzazione chirurgica. Il cambiamento dal microscopio ARTEVO® 800 (Carl Zeiss Meditec AG, Jena, Germania) al microscopio ARTEVO® 850 mi ha fornito una prospettiva diretta su come questi progressi si traducano in benefici clinici concreti, in particolare nella gestione della chirurgia vitreoretinica.

Da ARTEVO 800 a ARTEVO 850: un cambio di paradigma nella visualizzazione

Con la piattaforma ZEISS ARTEVO siamo entrati nell’era della visualizzazione oftalmica digitale. ARTEVO 850 non ha semplicemente migliorato il suo predecessore, ARTEVO 800, ma ha perfezionato il modo in cui i chirurghi interagiscono con l’anatomia oculare a un livello fondamentale. Questa trasformazione è particolarmente evidente in tre ambiti cruciali per la precisione microchirurgica: illuminazione, gestione del colore e profondità di campo.

ARTEVO 850 ridefinisce l’illuminazione chirurgica con un sistema LED RGB puro e un assistente digitale per il colore (DCA). Dotato di una combinazione di LED rossi, verdi e blu e della tecnologia DCA, ARTEVO 850 consente ai chirurghi di regolare la temperatura del colore della luce da calda a fredda (da 3000 K a 6000 K) con incrementi di 250 K. A mio parere, questo grado di regolabilità è in particolar modo significativo nell’ambito degli interventi alla retina, dove il contrasto e la tonalità dell’ambiente possono influenzare le decisioni di dissezione. Inoltre, l’illuminazione uniforme di ARTEVO 850 garantisce che la luminosità del campo visivo sia preservata anche a livelli di intensità inferiori, mantenendo la fedeltà visiva e riducendo al minimo lo stress sulla retina. Questo miglioramento riflette una tendenza in atto nella visualizzazione digitale che mira non solo ad aumentare la chiarezza, ma anche a rendere l’illuminazione biologicamente più sicura e visivamente più intelligente.

Il successo chirurgico dipende spesso dalla capacità di rilevare minime variazioni nella tonalità dei tessuti, nel comportamento della colorazione o negli stati emorragici. Mentre ARTEVO 800 eccelle nella riproduzione naturale dei colori, utile soprattutto quando si visualizzano membrane non colorate o si differenzia la retina neurosensoriale dagli strati sottostanti, ARTEVO 850 parte da questa premessa per superare grazie al DCA la fedele rappresentazione ed entrare nel regno dell’ottimizzazione del colore.

I chirurghi possono ora enfatizzare digitalmente tonalità specifiche o modulare il contrasto in base alla fase chirurgica. Le membrane epiretiniche sottili (ERM) possono essere migliorate digitalmente durante il peeling e le sacche di fluido sottoretinico possono essere distinte più facilmente senza ricorrere alle tradizionali colorazioni o agli agenti di contrasto. Questo livello di intelligenza cromatica non è solo estetico, ma anche clinicamente funzionale, in quanto guida il chirurgo attraverso complesse differenziazioni anatomiche in tempo reale.

Altro elemento chiave della visualizzazione digitale è la capacità del sistema di gestire la profondità di campo (DoF), ovvero la porzione di volume chirurgico che appare nitidamente a fuoco in un dato momento. ARTEVO 800 offriva già un notevole progresso in questo senso, sfruttando l’ottica digitale per creare una DoF naturalmente estesa, riducendo la necessità di mettere costantemente a fuoco e migliorando la fluidità dei movimenti durante l’intervento alla retina o al segmento anteriore. ARTEVO 850 introduce la modulazione dinamica della profondità controllata dal chirurgo, nota come Smart Depth of Field. Questa nuova funzione consente la regolazione in tempo reale della profondità di campo in base alle esigenze della fase chirurgica. Quando è richiesta precisione su un singolo piano, come durante il peeling della membrana limitante interna (ILM), una profondità di campo più ridotta può migliorare il contrasto. Al contrario, durante lo scambio fluido-aria o le iniezioni sottoretiniche, una profondità di campo ampliata (aumentata del 60% rispetto ad ARTEVO 800) consente la visualizzazione dell’intera estensione anatomica rilevante senza compromessi ottici. E, cosa fondamentale, ciò si ottiene senza aumentare l’intensità luminosa, preservando la sicurezza della retina e mantenendo la nitidezza visiva.

Esperienza clinica: vitrectomia e chirurgia maculare

Quando si esegue una vitrectomia di routine con ZEISS ARTEVO 850, il filtro "vitrectomy blue" del microscopio affina la visualizzazione del vitreo centrale rispetto alle modalità RGB standard, in particolare durante la raschiatura periferica sotto indentazione sclerale (Figure 1 e 2). A mio parere, il miglioramento del contrasto offerto da questo filtro consente una rimozione del vitreo più sicura ed efficiente, riducendo potenzialmente la trazione iatrogena.

  • Primi piani di una lente intraoculare all’interno dell’occhio, con frecce gialle ad indicare una caratteristica o un allineamento specifico, sotto visualizzazione chirurgica ZEISS.

    Figura 1 A: Con il filtro blu per vitrectomia, le fibre vitree sono diventate più evidenti e più facili da distinguere dal tessuto retinico sottostante, facilitando una rimozione precisa e completa. B: Al contrario, utilizzando la modalità standard, la chiarezza delle strutture vitree era ridotta, rendendo più difficile confermare la completa escissione del vitreo. (Adattato da Mastropasqua R, Quarta A, Ruggeri ML, Mastropasqua L. Enhancing Precision and Clarity with New Digital Color Assistant in 3D Heads-Up Vitreoretinal Surgery. Ophthalmol Ther. 2025;14(4):805-814. doi:10.1007/ s40123-025-01106-1 )

  • I primi piani contrassegnati con A e B mostrano una lente intraoculare all’interno di un occhio con frecce gialle che indicano diverse posizioni o riflessi della superficie della lente sotto illuminazione, catturati utilizzando la tecnologia ottica ZEISS.

    Figura 2 A: Quando si utilizza il filtro blu per vitrectomia, le opacità e le membrane vitreali periferiche appaiono con una definizione più nitida. Ciò ne consente una rimozione accurata e completa, preservando al contempo le strutture retiniche sane adiacenti. B: Al contrario, la visualizzazione in modalità standard offre una chiarezza ridotta delle strutture vitreali periferiche, aumentando il rischio di lasciare residui vitreali o danneggiare inavvertitamente la retina. Sebbene le piattaforme di visualizzazione digitale 3D come ARTEVO 850 offrano prestazioni sempre migliori, la visualizzazione della retina periferica può ancora comportare difficoltà dovute alle attuali limitazioni nella percezione della profondità e nel campo visivo. L’applicazione di filtri specializzati contrbuisce a compensare questi inconvenienti migliorando il contrasto ed evidenziando le caratteristiche anatomiche critiche necessarie per una vitrectomia periferica sicura ed efficace. (Adattato da Mastropasqua R, Quarta A, Ruggeri ML, Mastropasqua L. Enhancing Precision and Clarity with New Digital Color Assistant in 3D Heads-Up Vitreoretinal Surgery. Ophthalmol Ther. 2025;14(4):805-814. doi:10.1007/s40123-025-01106-1 ).

Durante il peeling ERM, ho riscontrato che il filtro “peeling blue” migliora sistematicamente la visibilità intraoperatoria dell’interfaccia della membrana, eliminando in alcuni casi la necessità di utilizzare coloranti. Nonostante i progressi tecnologici disponibili su ZEISS ARTEVO 850, alcune situazioni continuano a presentare difficoltà di visualizzazione. Ad esempio, lo stafiloma posteriore, la schisi maculare e l’atrofia dell’epitelio pigmentato retinico in occhi altamente miopi spesso limitano la chiarezza anche in presenza di filtraggio spettrale. In questi casi, la combinazione della tecnologia dei filtri ZEISS ARTEVO 850 con coloranti vitali come Membrane Blue Dual si rivela molto efficace. Il filtro riduce le interferenze di fondo e minimizza il riflesso, mentre il colorante tinge selettivamente il tessuto target, consentendo una rimozione più completa. La migliore visualizzazione ottenuta grazie all’uso del filtro blu consente nella maggior parte dei casi un unico passaggio di colorazione, riducendo i tempi della procedura e l’esposizione al colorante.

Tuttavia, l’uso dei soli filtri ha benefici limitati negli occhi con una significativa distorsione strutturale. Ciò evidenzia la continua necessità di strategie personalizzate negli interventi chirurgici complessi, compresi accurati protocolli di applicazione del colorante volti ad una colorazione insufficiente o eccessiva. Si tratta di un ambito in cui è ancora necessaria una standardizzazione tra le diverse pratiche. Il filtro "peeling blue" si è dimostrato vantaggioso anche per interventi al foro maculare. Trovo che migliori il contrasto e la delineazione dell’ILM anche in assenza di colorante, sebbene nella maggior parte dei casi rimanga preferibile l’uso di colorante vitale. Il filtro verde è un utile ausilio in situazioni selezionate, in particolare quando la pigmentazione dell’ILM o la stratificazione retinica rendono più difficile la visualizzazione. L’uso del Digital Color Assistant offre un’ulteriore ottimizzazione, poiché riduce la dipendenza dal colorante e migliora la visualizzazione dei cambiamenti strutturali fini nella fovea. Video intraoperatori relativi a un caso di routine di peeling dell’ERM e un caso complesso riguardante un ERM essudativa trazionale in un occhio con precedente occlusione venosa retinica evidenziano come le proprietà avanzate di ZEISS ARTEVO 850 assicurino efficienza, precisione e sicurezza chirurgica (Figure 3 e 4). Tali casi mostrano anche l’OCT integrato, disponibile come funzione aggiuntiva opzionale per ZEISS ARTEVO 850.

  • Figura 3
  • Figura 4

Conclusioni

Il passaggio da ARTEVO 800 ad ARTEVO 850 è più di un semplice aggiornamento tecnologico: rappresenta un’evoluzione concettuale nel nostro approccio alla chirurgia retinica. Oltre all’head-up display ergonomico, ritengo che la combinazione di immagini digitali ad alta risoluzione, filtri spettrali e modulazione intelligente della profondità di ARTEVO 850 offra un ambiente chirurgico senza eguali. Le ultime innovazioni si sono tradotte in una migliore visualizzazione durante ogni fase critica della chirurgia maculare, dalla vitrectomia al peeling della membrana e alla dissezione dell’ILM. Sebbene permangano alcune sfide, in particolare nell’anatomia miopica complessa, ARTEVO 850 ha ampliato la possibilità di vedere meglio e operare con maggiore precisione, segni distintivi del progresso, nell’era digitale, della chirurgia oculistica.

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  • Case of the Month - From Optical to Digital Precision: Advancing Retinal Surgery with the ARTEVO 850 Microscope

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